Non sono un ricercatore di professione, non ho titoli accademici, e lo studio che porto avanti non ha mai avuto la pretesa di avere un valore scientifico. Faccio tutto ciò solo per dovere di cronaca e per pietà nei confronti di chi ha perso un congiunto in prigionia o per motivi di guerra e non ha mai ricevuto le adeguate informazioni sul luogo di sepoltura del proprio caro. Il Ministero della Difesa, in una lettera a me inviata in data 9 gennaio 2002, sosteneva (e non ho motivo di dubitarne) che quasi tutte le famiglie erano a conoscenza del luogo di sepoltura dei loro cari. Ma è proprio quel "quasi" che mi ha spinto a portare avanti questa ricerca. Non so quale sia la percentuale dei familiari informati, ma sicuramente ancora adesso molte famiglie non sono a conoscenza del luogo di sepoltura dei loro congiunti. A sostenere il mio pensiero, sono le decine di mail che ricevo dai parenti dei caduti, che credevano il loro caro disperso o nella migliore delle ipotesi in una fossa comune, e che invece scoprono che si trova sepolto in un cimitero militare da più di cinquant'anni.
Per oltre un decennio ho raccolto i dati dei nostri Caduti (militari e civili), che furono internati o deportati nei campi nazisti e che, alla fine del loro calvario, furono sepolti in Germania, Austria e Polonia. Chi nel dopoguerra si occupò di ricercare, riesumare e traslare i nostri Caduti nei cimiteri militari italiani, purtroppo si "dimenticò" (o non riuscì) ad informare tutti i familiari dell'avvenuta inumazione, negando a moltissime famiglie italiane di avere almeno una tomba su cui piangere. Lo studio, partito inizialmente come ricerca familiare, si è con il tempo sviluppato e dilatato in una vera e propria ricerca (tuttora in corso) su un aspetto poco conosciuto a ricercatori e storici e, come avrei potuto appurare col tempo, quasi totalmente sconosciuto ai parenti dei Caduti. Dov’erano state sepolte le centinaia di deportati civili morti dopo le liberazioni dei campi di concentramento? E le migliaia di Internati Militari Italiani deceduti per le violenze subite nei campi di prigionia? Erano realmente tutti dei “dispersi” o avevano trovato degna sepoltura.
La ricerca che ho intrapreso (iniziata nel 1995) ha come scopo finale quello di far conoscere ai parenti di questi poveri sventurati le località di sepoltura dei loro cari. A questo proposito dal marzo del 2009 ho iniziato a catalogare, riscontrare e verificare gli elenchi in mio possesso per poterli rendere pubblici. Le liste, completamente inedite, provincia per provincia e comune per comune, sono il primo abbozzo di una lunga ricerca che spero venga ripresa in futuro da altri ricercatori (come già sta accadendo in alcune province), per poter essere approfondita e corretta da eventuali errori di trascrizione. Dalla fine della Seconda Guerra mondiale, questo è il primo elenco (oltre 16.000 nominativi di base) che sia mai stato reso pubblico in forma integrale, riguardante i nostri connazionali deceduti in prigionia o per cause di guerra e sepolti nei sei principali cimiteri militari italiani in Austria, Germania e Polonia.
E’ GIUSTO CHE LE FAMIGLIE DEI CADUTI SAPPIANO!
Dopo l’8 settembre 1943 più di 800.000 italiani (civili e militari) furono fatti prigionieri e deportati nei campi di concentramento tedeschi dislocati nei territori del Terzo Reich. Un gran numero di questi vi trovò la morte dopo atroci sofferenze, solo ed esclusivamente a causa del loro pensiero, della loro religione o per la divisa che indossavano. Al termine della guerra, migliaia d’italiani che non sopravvissero alle vessazioni inferte, furono sepolti sul suolo tedesco, austriaco e polacco. Nell’immediato dopoguerra, a causa delle enormi difficoltà di comunicazione e di ricerca, la maggior parte di questi ragazzi furono dati per dispersi. Nel 1951 il Governo italiano ratificò una legge (204/51), che, con il secondo comma dell’articolo 4, vietava il rimpatrio delle salme sepolte nei cimiteri militari italiani all’estero dal Ministero della Difesa (Commissariato Generale Caduti in Guerra - Onorcaduti). Nel biennio 1957/1958 lo stesso Commissariato iniziò la ricerca dei caduti sepolti nei territori sopraccitati, riesumandoli e trasferendone i Resti nei cimiteri militari di Amburgo, Berlino, Francoforte sul Meno, Monaco di Baviera (Germania), Mauthausen (Austria) e Bielany-Varsavia (Polonia). Nei sacrari allestiti dal Ministero della Difesa furono raccolte le Spoglie mortali di 16.079 italiani. Molti dei parenti di questi poveri sventurati non vennero mai a sapere del lavoro svolto da Onorcaduti, rimanendo in attesa di chi non sarebbe mai più tornato. Nella seconda metà degli anni '90, dopo una capillare ricerca, rintracciai il luogo di sepoltura del mio congiunto e, dopo aver fatto modificare la legge 204/51, ne feci rimpatriare i Resti. Avendo raccolto negli anni una grande quantità di materiale riguardante anche altri caduti sepolti nei cimiteri militari, decisi di ricercarne i parenti, fornendo loro indicazioni sul luogo di sepoltura del loro caro e indicando quali uffici contattare, presso il Ministero della Difesa, per l’eventuale rimpatrio dei Resti. Per senso civico, per dovere d’informazione e perché nessun altro lo faceva, dedicai (e dedico tuttora) gran parte del mio tempo libero a questo tipo di ricerche, che svolgo in modo autonomo e completamente a mie spese da almeno quindici anni. All’inizio, con l’ausilio dell’Arma dei Carabinieri, sono riuscito a rintracciare i parenti di molti caduti, parte dei quali hanno fatto rientrare in Italia le Spoglie dei loro cari. Ho sempre riscontrato una grande collaborazione da parte dei comandanti delle stazioni dell’Arma da me interpellati, che per mio conto rintracciavano le famiglie dei caduti consegnando loro le informazioni e i dati da me acquisiti. Tutto filò per il verso giusto fino a quando, a seguito di una mia comunicazione con il Commissariato generale Onoranze caduti in Guerra, fui avvisato che non avrei potuto richiedere l’ausilio dei Carabinieri per le mie ricerche. Non potendo più appoggiarmi ai comandanti della Benemerita, ed essendo cresciuto in maniera esponenziale il numero dei congiunti da ricercare, ho iniziato a rivolgermi ai quotidiani locali perché pubblicassero gli elenchi dei caduti. Molti hanno aderito alla mia iniziativa divulgando gli elenchi completi, altri, per problemi di spazi e di costi, hanno pubblicato solo un sunto della mia ricerca, invitando gli interessati a consultare il mio sito. Fino ad ora ho controllato, trascritto e riscontrato i dati di migliaia di Caduti. Molti parenti sono venuti a conoscenza del luogo di sepoltura dei loro cari tramite i Carabinieri, i giornali o Internet.
Lo scopo finale di questa mia lunga ricerca, è quello di raggiungere in maniera capillare le famiglie di tutti gli altri e di quelli che riscontrerò in futuro.
... NON HA IMPORTANZA QUALE FOSSE LA LORO DIVISA , QUALE RELIGIONE PROFESSASSERO O QUALI IDEE POLITICHE AVESSERO, QUANDO PENSO A LORO, RIESCO A VEDERE SOLO LE LORO MADRI ...
PRINCIPALI FONTI DOCUMENTARIE E BIBLIOGRAFICHE UTILIZZATE